giovedì 30 settembre 2010

Vento

Il vento si trova dovunque, ma non ha né forma né voce.
Per riconoscerlo, dobbiamo sentirlo sulla pelle.
Oppure, dobbiamo ascoltarlo tra i fili d'erba e gli alberi,
o magari osservarlo attraverso le nuvole che passano veloci nel cielo,
sospinte dalla brezza.
Non siamo neanche in grado, ad esempio, di ascoltare o vedere l'autunno,
né di afferrarlo con le mani.
Ma possiamo scorgere la sua presenza quando le foglie trascolorano,
mutandosi in rosse e gialle, e le spighe di riso diventano dorate.
Lo possiamo sentire attraverso il verso notturno degli insetti
e l' acquazzone autunnale che batte sulla finestra, sul tetto.
Lo possiamo palpare e gustare quando prendiamo in mano delle mele
o dei loti maturi.
L'ago di pino non ha bisogno di me, perché c' é il vento che lo fa fischiare.
E quando mugghia o sibila il vento, è l'universo che lo fa riecheggiare.
Forte o tenue che sia é sempre la voce dell' universo.
Anche il silenzio ha il suo timbro, anche se non si sente;
e la montagna ha la sua voce.

sabato 18 settembre 2010

Il Significato della vita non può essere espresso in parole. È qualcosa che si sente in certi momenti: quando si è vicini a una persona cara, o a un albero che ci incanta con la sua bellezza, o quando si è in completa comunione con se stessi e la Natura. Il significato della vita è un'esperienza, non un concetto, e non la si può fermare nel tempo... Sergio Bambarén

mercoledì 8 settembre 2010

Profumi

Silenzi.
Vuoti.
Ticchetìi delle lancette.
Il tempo
che scorre. . . inesorabile.
Quando vogliamo ce ne rendiamo conto.
Ieri mi sentivo un girasole,
ieri mi sentivo scirocco,
oggi voglio sentirmi pioggia . . .
pioggia d' autunno che pian piano
scende dritta, decisa. . . a seguire il suo cammino
tra le foglie già un pò ingiallite.
Voglio percepire la realtà attraverso i profumi . . .
Il profumo del legno . . .
Il profumo della stuoia bagnata che mi dice:
"l' estate é finita. . .vuoi ti mandi una lettera per dirtelo?"
e io: " . . . sì, ma una lettera . . .come quelle di una volta . . .
di quelle che si sigillavano con la cera rosso amaranto !".
E vedo fuggire le nuvole tra le valli delle montagne,
per poi tornare ed avvolgerle come candide lenzuola.